La Pentax K-50 è una tra le migliori fotocamere reflex entry level ad essere adatta per utilizzi in condizioni estreme, grazie al corpo tropicalizzato che la rende particolarmente resistente alle condizioni meteo avverse. Questa reflex inoltre, possiede uno stabilizzatore di immagine piuttosto efficiente quando si effettuano riprese video.

Pentax K-50

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Recensione Completa Pentax K-50

Pentax K-50Pentax K-50 è una fotocamera reflex digitale di dimensioni compatte e corpo tropicalizzato. Sebbene non faccia parte delle top di gamma Pentax, tuttavia questa reflex entry level ha delle interessanti funzionalità che la pongono decisamente al di sopra delle altre fotocamere di pari fascia. Tra queste, citiamo la presenza di un mirino a pentaprisma molto più luminoso di quelli montati dalle marche concorrenti, il sistema di stabilizzazione integrato sul sensore e infine le due ghiere di regolazione delle funzioni, che di solito si trovano solo sulle reflex professionali. Inoltre, montando sul corpo obiettivi di elevata qualità, anche la resa delle fotografie è ottima.

In questa nostra recensione, vedremo nel dettaglio il modello Pentax K-50 con Obiettivo DA-L 18-55 WR, cercando di analizzare tutti i pro e i contro e a quale target di consumatori è rivolta questa interessante reflex digitale.

1. Accessori, Design e Materiali 

Pentax K-50La confezione della Pentax K-50 comprende la batteria ricaricabile e il caricabatteria, la cinghia da polso, il cavo USB, il cavo di collegamento alla rete, il cd-rom con il software per la gestione di foto e video e il manuale d’uso in italiano.

Come abbiamo già accennato, il corpo di questa reflex è piuttosto compatto e ha una struttura interna in acciaio con rivestimento in policarbonato. È ottimamente assemblato e soprattutto è tropicalizzato, ovvero ha subito un trattamento che ripara la fotocamera da eventuali infiltrazioni d’acqua, sabbia o polvere, più frequenti quando si fotografa in condizioni atmosferiche difficili. Il fatto di trovare la tropicalizzazione su un apparecchio di questo livello è praticamente un caso unico, poiché le altre case costruttrici la riservano ai propri modelli più avanzati.

Anche l’obiettivo in kit, il DA-L 18-55 WR, risulta tropicalizzato, come testimoniato dalla sigla WR che significa water resistant.

Come design, la Pentax K-50 ha linee abbastanza tondeggianti che aiutano l’ergonomia, mentre il rivestimento esterno offre un buon grip e, in generale, la fotocamera risulta maneggevole e resistente.
La parte frontale dell’impugnatura è caratterizzata da una texture molto particolare che rende il rivestimento simile a pelle ed aiuta a reggere facilmente l’apparecchio con una mano sola.

 

2. Controlli ed Ergonomia

Pentax K-50 - ControlliPentax K-50 ha numerosi controlli disposti su tutto il corpo macchina, tramite i quali accedere direttamente alle regolazioni, senza dover passare dal menù.

Osservandone la parte superiore è visibile più o meno al centro la slitta contatto caldo per il flash esterno eventualmente da acquistare a parte e, alla sua destra, la ghiera per la regolazione delle modalità di scatto. Le posizioni selezionabili sulla ghiera sono: M, per lo scatto manuale, Av priorità dei diaframmi, Tv priorità dei tempi, Sv priorità alla sensibilità ISO, TAv per impostare gli ISO ed esporre con tempo e diaframma selezionati), P program, AUTO modalità totalmente automatica, SCN per selezionare una scena preimpostata, Filmato per effettuare riprese video, U1 e U2 per richiamare le impostazioni che l’utente ha precedentemente memorizzato.

Nella zona anteriore in cui poggia l’indice, si trovano il pulsante per la compensazione dell’esposizione EV, il pulsante di scatto all’interno della piccola ghiera con la levetta di accensione/spegnimento, la ghiera elettronica anteriore e il Pulsante Verde.

La ghiera e il Pulsante Verde sono personalizzabili, ossia si possono assegnare loro determinate funzioni in base alla modalità di ripresa che si sta usando. Le impostazioni vengono regolate entrando nel menù principale della fotocamera.

Nella parte posteriore della fotocamera invece, campeggia il display, alla cui destra troviamo: la ghiera elettronica posteriore il cui uso, come per quella anteriore, è personalizzabile, il pulsante AF/AE-L che solitamente viene usato per mettere a fuoco il soggetto o per bloccare il valore di esposizione, il pulsante di riproduzione, il pulsante INFO con cui si visualizza il pannello di controllo, il pulsante MENU per visualizzare il menù o tornare indietro quando si è all’interno di una delle sue pagine, il selettore a 4 vie per accedere alla regolazione della sensibilità ISO, del bilanciamento del bianco, del modo flash e del modo di scatto. Infine, al centro del selettore, si trova il tasto OK che serve per selezione, conferma e navigazione all’interno del menù.

Mentre tutti questi controlli si trovano alla destra del display, nella parte superiore a sinistra del mirino c’è, solitario, il pulsante del Live View che, quando la macchina è in modalità riproduzione, assume la funzione di pulsante del cestino.

Un altro tasto personalizzabile si trova sul lato sinistro della fotocamera, il tasto Raw/Fx. Di default la sua funzione è di passare velocemente dallo scatto in raw a quello in jpeg ma, volendo, gli si può assegnare un altro uso.
Poco sotto Raw/Fx si trova il selettore del modo di messa a fuoco che comprende il modo AF.S (AF singolo), il modo C (fuoco continuo su soggetto) e MF per la messa a fuoco manuale.

La quasi totalità dei comandi si trova sulla parte destra del corpo macchina, facilmente raggiungibili con il pollice e l’indice. Tramite i pulsanti si accede alle regolazioni più importanti in fase di scatto. Particolarmente interessanti e utili sono le due ghiere elettroniche, poiché consentono al fotografo di intervenire sulle regolazioni come sensibilità ISO, apertura del diaframma, tempo di scatto, compensazione dell’esposizione e bilanciamento del bianco praticamente senza mai togliere l’occhio dal mirino.

L’ergonomia della fotocamera è buona, con una disposizione intuitiva dei controlli. Questi tuttavia, date le dimensioni ridotte del corpo macchina, sono piuttosto vicini gli uni con gli altri. Di solito questo non è un problema ma chi ha le mani particolarmente grosse potrebbe riscontrare qualche scomodità.

 

3. Display, Menù e Funzioni Principali

Pentax K-50 - DisplayPentax K50 è dotata del classico display presente sulle macchine consumer: uno schermo da 3 pollici con 921.000 punti, fornito di 15 livelli di regolazione della luminosità e un’area di copertura del Live View del 100% circa.
Il monitor ha una buona riproduzione dei colori, sia in fase di ripresa con il Live View che durante la riproduzione. Tuttavia in condizione di luce difficile, sebbene la luminosità sia regolabile, diventa comunque scomodo da usare.

Per quanto riguarda il mirino, si tratta di un pentaprisma luminoso con copertura del 100% della scena inquadrata e ingrandimento di 0,63x. Il vantaggio del pentaprisma rispetto a pentaspecchio (di cui sono dotate le fotocamere di pari fascia di altri produttori) è che veicola una maggior quantità di luce, quindi il fotografo vede attraverso di esso un’immagine molto più nitida e luminosa. Solitamente il pentaprisma, che è anche più costoso del pentaspecchio, viene montato sulle reflex di fascia medio-alta.
All’interno del mirino sono visibili poi gli 11 punti dell’AF di colore rosso quando sono attivi, inoltre sulla base si possono leggere tutti i dati relativi alle impostazioni della fotocamera per lo scatto che si sta eseguendo, come valore del diaframma, tempo di scatto, esposizione, ISO e tipo di bilanciamento del bianco.

Su una macchina DSRL ci si aspetta di trovare un menù ricco che dia la possibilità di effettuare anche regolazioni fini a seconda delle proprie esigenze. Pentax K50 non delude le aspettative e offre al fotografo 5 menù principali: ripresa, video, riproduzione, setup e preferenze. La navigazione nel menù è intuitiva, così come le regolazioni che, se l’utente è abbastanza pratico, possono essere fatte senza l’ausilio del manuale d’istruzioni.
Anche a livello di sottomenù, non ci sono pagine infinite, come invece succede per le fotocamere Olympus, infatti ripresa, setup e preferenze hanno un sottomenù di 4 pagine ciascuno, mentre video e riproduzione di 1 pagina.

I principianti che non gestiscono ancora al meglio lo scatto manuale o semiautomatico, troveranno d’aiuto le modalità Auto e le 19 modalità di scena preimpostata: ritratto, paesaggio, macro, oggetto in movimento, ritratto in notturna, tramonto, cielo blu, foresta, notturna, hdr scena notturna, notte, cibo, animale domestico, bambini, spiaggia/neve, sagoma controluce, lume di candela, luce da palco e museo.
Per selezionare una di queste modalità, bisogna impostare SCN sulla ghiera dei modi, dopodiché dal display scegliere la scena desiderata usando i tasti del selettore a 4 vie.
È anche possibile applicare dei filtri creativi alle immagini già scattate: monocromatica, estrazione colore, camera giocattolo, retro, alto contrasto, ombreggiatura, inverti colore, colore, espansione tonale, filtro schizzo, acquerello, pastello, posterizzazione, miniatura, soft, effetto stelle, fish eye e slim.

Parlando di funzionalità avanzate, con Pentax K50 si possono fare lunghe esposizioni con la modalità Bulb (Posa B). Senza usare il telecomando si può impostare uno scatto che dura diversi minuti e riprendere, ad esempio, il cielo stellato per ottenere le caratteristiche scie lasciate dal movimento delle stelle. Inoltre, gli appassionati di astrofotografia troveranno particolarmente interessante la funzione ASTROTRACER che si può usare acquistando a parte il modulo GPS opzionale O-GPS1. Questa funzionalità, sfruttando i dati del GPS, sincronizza in maniera automatica il sensore della fotocamera con il movimento delle stelle. In questo modo si possono scattare immagini con esposizioni prolungate, all’interno delle quali diventano visibili anche le stelle più deboli, mantenendole tuttavia puntiformi.
Altre possibilità interessanti sono fornite dall’intervallometro, che consente di programmare gli scatti a intervalli regolari per ottenere un filmato time lapse. Ci sono però dei limiti, perché l’intervallo minimo selezionabile è di 3 secondi mentre il numero massimo di scatti è 999.

Tra le opzioni di visualizzazione sul display è presente anche la livella digitale, che rileva e visualizza l’inclinazione della fotocamera e guida il fotografo a mantenerla più dritta possibile durante lo scatto a mano libera.
Un’altra opzione selezionabile è la correzione automatica dell’orizzonte. Al momento dello scatto, infatti, Pentax K50 può correggere in maniera autonoma un’eventuale inclinazione dell’immagine.
Al momento dello scatto la fotocamera rileva l’inclinazione e di conseguenza ruota il sensore su una posizione livellata sfruttando il meccanismo di Shake Reduction. Questa funzionalità è comoda quando si scatta a mano libera e il fotografo potrebbe ruotare la fotocamera senza accorgersene.

Pentax K50 è fornita di un sistema di stabilizzazione integrato Shake Reduction (SR) che consente di usare la fotocamera con tutti gli obiettivi, anche quelli vintage a fuoco manuale. Qualche problema si potrebbe avere con i teleobiettivi, su cui questo genere di stabilizzazione è meno efficace.
Per quanto riguarda il sistema di autofocus, il modulo è costituito da 11 punti, 9 dei quali disposti a croce. Lavora abbastanza bene ed è piuttosto preciso. In accoppiata con l’obiettivo DA-L 18-55 WR, l’autofocus è veloce ma un po’ rumoroso. Ciò non succede con gli obiettivi SDM, ovvero con le ottiche dotate di un motore a ultrasuoni.
Il giudizio sul sistema di messa a fuoco è positivo, anche se 11 punti di rilevamento sono pochi, ciò potrebbe essere un limite per il focus tracking.

Le foto possono essere salvate in formato jpeg, raw oppure raw+jpeg, con dimensioni di 16, 12, 8 e 5 megapixel. Pentax K50 supporta le memory card SD, SDHC, SDXC, il cui alloggiamento si trova dietro uno sportellino sul lato destro del corpo macchina, vicino alla presa per il telecomando a filo.
Questa fotocamera funziona con una batteria al litio ricaricabile che assicura un’autonomia di 480 foto. Volendo, è possibile acquistare a parte l’accessorio portabatteria AA che funziona con 4 pile stilo.

Tra le altre caratteristiche positive accenniamo anche al fatto che Pentax K50 è compatibile per l’uso con schede di memoria per rete wireless Eye-Fi, con le quali è possibile trasferire le immagini ad un pc o a un dispositivo mobile dotato di wi-fi, un tipo di connettività di cui questa fotocamera è priva.
Il trasferimento di immagini e video sul pc, infatti, avviene via cavo USB. Sul cd-rom in dotazione è presente il software SILKYPIX Developer Studio 3.0 LE con cui lavorare i file raw, convertirli e salvarli in jpeg.

 

4. Qualità Lenti, Immagini e Video

Pentax K-50 - Flash IntegratoL’obiettivo in kit Dal-L 18-55 WR è tropicalizzato come il corpo macchina, leggero e compatto, con una buona qualità costruttiva. Si aggancia al corpo macchina con una baionetta in metallo dotata di attacco K.
L’obiettivo Dal-L 18-55 WR copre le lunghezze focali dal grandangolo (27,5 mm equivalenti) al medio tele (84,5 mm equivalenti). L’apertura massima è di f4/5,6 e quella minima di f22-38.
Il suo schema ottico da 11 elementi/8 gruppi comprende un elemento asferico (AL) che offre elevate prestazioni, e un elemento in vetro a bassa dispersione. Inoltre, è dotato del sistema Quick Shift Focus che consente al fotografo di passare velocemente dal fuoco automatico e quello manuale, per apportare eventuali correzioni.

Sul corpo dell’obiettivo si trovano una larga ghiera per lo zoom e quella più stretta per la messa a fuoco. Entrambe sono rivestite da uno strato di gomma con texture diamantata. La minima distanza per il fuoco è di 25 cm.

Per quanto riguarda la qualità delle foto scattate da Pentax K50 con obiettivo DA-L 18-55 WR, alla lunghezza focale di 18 mm l’aberrazione cromatica laterale è evidente, così come la distorsione a barilotto e la vignettatura. Ma questi aspetti si correggono facilmente in postproduzione.
La resa migliore si ottiene a 35 mm: non ci sono praticamente distorsioni e l’immagine risulta nitida sia al centro che ai bordi. A 55 mm, invece, ritorna un po’ di distorsione a barilotto e i dettagli sui bordi sono più morbidi che a 35 mm.

La resa dei colori è buona e, considerando che ci troviamo davanti ad un obiettivo zoom compatto standard, la sua qualità complessiva è superiore a quella di molti altri obiettivi venduti in kit con la fotocamera. In particolare, sebbene sia buio (f4 da 18 a 24 mm, f4,5 fino a 42mm, poi 5,6), la nitidezza e il contrasto al centro e ai bordi sono comunque buoni.
Il DA-L 18-55 WR è uno zoom adatto a chi cerca un obiettivo compatto (sporge di soli 4 cm dal corpo macchina quando è completamente collassato) ma che allo stesso tempo offra la resa di uno zoom di fascia media a un prezzo davvero basso.

Per quanto riguarda la tenuta agli alti ISO, le foto prodotte da Pentax K50 sono molto buone almeno fino a 3200, mentre da 6400 in poi il decadimento comincia ad essere evidente e a 12800 comincia a vedersi anche una dominante verde, segnale che il sensore non lavora nella maniera corretta. Il sensore è uno CMOS da 16 megapixel, mentre il software di elaborazione dell’immagine è il Prime M.

L’otturatore di Pentax K50 ha una velocità massima di scatto di 1/6000 di secondo, ideale per congelare i movimenti. Unica nota stonata è la sua rumorosità che, sommata al rumore del motore dell’obiettivo, potrebbe recare disturbo scattare delle foto in ambienti particolarmente silenziosi.
La raffica dichiarata è di 6 fps per gli scatti in jpeg, un valore che si abbassa scattando in raw.
Dal momento dell’accensione, se la luce è sufficiente, l’apparecchio è pronto per scattare la prima foto in 1,5 secondi circa. Invece in condizioni di scarsa luminosità si arriva a quasi 2 secondi.

Con questa reflex è possibile riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel a 30,25 o 24 fps in formato MOV e codec H264 o Mpeg4 con audio mono.
Per la ripresa si possono usare le impostazioni semiautomatiche P, Av o M, ma una volta impostate, non possono essere modificate in corso d’opera.

La qualità dei video è buona ma la velocità dell’autofocus è bassa, tanto che a volte è necessario regolarlo a mano. Sul corpo macchina non è presente l’entrata audio per cui si può usare solo il microfono integrato.

 

 

Vantaggi e Svantaggi

vantaggi

Vantaggi

  • Corpo e obiettivo DA-L 18-55 WR tropicalizzati
  • Mirino a pentaprisma
  • Stabilizzazione sul sensore
  • Ghiere personalizzabili
  • Possibilità di alimentazione a pile stilo
  • Ottimo rapporto qualità / prezzo
  • Buona resa fino a 6400 ISO
  • Supporto per schede Eye-Fi
  • Supporto per modulo GPS

svantaggi

Svantaggi

  • Messa a fuoco rumorosa con gli obiettivi privi di motore
  • Otturatore rumoroso
  • Autofocus lento nelle riprese video
  • Assenza di una entrata per eventuale microfono esterno

 

Le Nostre Opinioni

Il kit Pentax K-50 fotocamera con obiettivo DA-L 18-55 WR vale sicuramente la pena di essere preso in considerazione, se si vuole entrare nel mondo delle reflex digitali con un apparecchio dalle funzionalità di fascia media ma dal costo contenuto.

Pentax K50 ha un corpo macchina dall’aspetto e consistenza tutt’altro che plasticoso ed inoltre è tropicalizzato, possiede un mirino a pentaprisma caratteristico delle reflex medio-alte, ha due ghiere elettroniche personalizzabili, la Posa B e l’intervallometro per scattare foto artistiche ed inoltre è dotata di un obiettivo in kit di qualità superiore rispetto a quelli che di solito vengono venduti assieme ad altre fotocamere.

Consigliamo sicuramente l’acquisto di questa reflex digitale, specialmente per il suo ottimo rapporto qualità / prezzo e la consigliamo a tutti coloro che sono in cerca di una fotocamera reflex entry level adatta per essere utilizzata in condizioni estreme.

 

Voti Finali

  • Design - 7.2/10
    7.2/10
  • Materiali - 8/10
    8/10
  • Ergonomia - 7.4/10
    7.4/10
  • Qualità Immagini - 7.2/10
    7.2/10
  • Qualità Video - 7/10
    7/10
  • Qualità / Prezzo - 7.8/10
    7.8/10

Voto Totale

7.4/10

 

 

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